Fondo di Garanzia INPS

Fondo di Garanzia INPS: TFR e ultime tre mensilità, cosa serve davvero

Quando il datore di lavoro non paga TFR e retribuzioni, il Fondo INPS può intervenire solo se ricorrono condizioni precise. Ecco cosa controllare prima della domanda.

Che cosa può pagare il Fondo

Il Fondo di Garanzia INPS interviene, quando ricorrono i presupposti, per il pagamento del TFR e dei crediti di lavoro diversi dal TFR maturati negli ultimi tre mesi del rapporto coperti dalla garanzia.

Parlare genericamente di “stipendi arretrati” può essere fuorviante: la tutela delle ultime mensilità ha un perimetro specifico e va verificata in relazione alle date del rapporto e alla situazione del datore di lavoro.

La cessazione del rapporto non basta

Avere un TFR non pagato non rende automaticamente presentabile la domanda. Il percorso cambia a seconda che il datore sia assoggettato a procedura concorsuale o che occorra procedere attraverso il recupero individuale del credito.

Per questo il primo controllo riguarda sempre la situazione del datore e gli atti già ottenuti dal lavoratore.

Titolo, precetto ed esecuzione nei casi in cui servono

Nel percorso individuale possono essere necessari un titolo esecutivo, la notifica del precetto e l’esecuzione forzata con esito utile a dimostrare l’insufficienza delle garanzie patrimoniali del datore. Non sono documenti da improvvisare al momento dell’invio all’INPS.

Le eventuali attività legali propedeutiche alla domanda sono distinte dalla domanda amministrativa al Fondo e richiedono un incarico separato.

La nuova procedura telematica

La procedura INPS è stata rinnovata tra il 2025 e il 2026 con un processo di acquisizione guidato. La documentazione istituzionale descrive la selezione delle prestazioni tramite checkbox e l’acquisizione dei dati necessari al calcolo del TFR e dei crediti di lavoro.

Questa evoluzione rende ancora più importante arrivare alla domanda con i dati corretti, invece di affidarsi a vecchi moduli cartacei o check-list non aggiornate.

Come calcolare il credito da indicare

Nel percorso EREDORA il cliente indica separatamente l’importo del TFR da recuperare e l’importo complessivo delle ultime tre mensilità richieste. La somma serve a determinare il valore economico della pratica secondo il listino EREDORA applicabile.

Il prezzo del servizio non è una percentuale delle somme recuperate e non modifica l’importo che l’INPS riconoscerà sulla base dei requisiti di legge.

Documenti da organizzare

Occorre ricostruire il rapporto di lavoro, la cessazione, il credito e la posizione del datore. Buste paga, conteggi TFR, atti giudiziali o concorsuali e comunicazioni già ricevute costituiscono il fascicolo di partenza.

Il portale EREDORA richiede gli allegati in funzione del percorso concreto, evitando vecchi moduli non più coerenti con la procedura attuale.

Quando il check iniziale dice “serve prima un altro passaggio”

Il test EREDORA non sostituisce la valutazione INPS. Se dalle risposte emerge che mancano gli atti necessari o che la situazione del datore non è ancora definita, il risultato non invita a presentare comunque la domanda.

L’orientamento segnala invece che occorre verificare prima il percorso propedeutico. È un modo per evitare domande premature e costi inutili.

Domande frequenti

Il Fondo paga tutte le mensilità arretrate? No: la garanzia per i crediti di lavoro diversi dal TFR riguarda un periodo specifico e non tutti gli arretrati indistintamente.

Le attività legali sono comprese nel prezzo della domanda? No. Quando necessarie sono separate dalla domanda amministrativa e vengono valutate con incarico distinto.

Fonti ufficiali

Vuoi capire se puoi presentare la domanda?

Usa il check guidato EREDORA e verifica quali passaggi risultano già completati.

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Contenuto informativo: la situazione concreta deve essere verificata sulla base dei documenti e della normativa applicabile al caso.